Diabete 2, negli anziani aumenta il rischio fratture

Il diabete di tipo 2 rende le ossa più fragili e aumenta il rischio di fratture nelle persone anziane, anche nel caso in cui gli esami clinici – in particolare la mineralometria ossea computerizzata (MOC) – abbiano evidenziato una densità normale o anche superiore rispetto ai coetanei non diabetici o con diabete 1.

Lo ha evidenziato una recente ricerca statunitense dell’Hebrew SeniorLife’s Institute for Aging Research pubblicata sulla rivista Journal of Bone and Mineral Research.

Lo studio degli scienziati americani – che è durato tre anni e ha preso in esame mille persone, per esaminare i fattori di rischio cardiovascolari – è riuscito a dimostrare la correlazione tra diabete 2 e un deficit nell’osso corticale, cioè la parte esterna dell’osso, che avvolge la cavità interna a mo’ di strato protettivo.

Tramite scansioni ad alta risoluzione, è emerso che molte persone anziane affette da diabete hanno una debolezza specifica nella microarchitettura dell’osso corticale, cosa che non risultava dai canonici test della densità ossea.

Nonostante siano necessari ulteriori approfondimenti e verifiche per chiarire il nesso tra queste due malattie, gli studiosi hanno documentato come la salute delle ossa paia effettivamente compromessa dal diabete 2. Anche l’uso di alcuni farmaci antidiabetici è stato associato a questa caratteristica fragilità dell’osso corticale e al conseguente rischio di fratture. Rischio che aumenta proporzionalmente con l’aumentare delle complicanze del diabete e comporta in molti casi il ricorso alla chirurgia ortopedica.

Le fratture negli anziani con diabete di tipo 2 – ha detto alla stampa Elizabeth Samelson, una delle principali firme di questo studio – sono un problema di salute pubblica molto importante, che aumenta con l’invecchiamento della popolazione e con l’epidemia di crescita del diabete. Le nostre scoperte, avendo individuato deficienze scheletriche direttamente connesse al rischio di fratture, possono portare a nuovi approcci per migliorare la prevenzione e il trattamento”.

II diabete di tipo 2, caratterizzato da insulino resistenza e insulino deficienza relativa, rappresenta, all’incirca, il 90% di tutti i casi di diabete. Chi ne è affetto, in particolare se anziano e con altre complicanze microvascolari come retinopatìa diabetica o patologie renali, è più a rischio fatture, pur avendo una densità minerale ossea (BMD) rilevata dalla MOC più elevata rispetto alle persone con diabete di tipo 1.

L’aspettativa di vita aumentata per le persone affette da diabete ha aumentato l’attenzione sulle complicanze della malattia, osteoporosi compresa, e sulle cure annesse.

Oltre all’invecchiamento, anche il diabete tende a compromettere la salute delle ossa. Nei pazienti affetti da diabete 2, dunque, la MOC non deve ingannare: nonostante un esito positivo degli esami, il rivestimento dell’osso è danneggiato dal diabete e aumenta esponenzialmente il rischio fratture.

Autore dell'articolo: Redazione

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