La percezione della bellezza e del benessere nella società

La bellezza, inseguita e mai trovata. Uno storico dell’arte potrà facilmente spiegare che, per quanto riguarda la bellezza, essa è sempre stata soggettiva e la sua percezione è cambiata di molto nel corso dei secoli; in epoca preistorica una donna “bella” era colei che sarebbe stata in grado di generare parecchi figli: quindi molto formosa e con un fisico adatto a sopportare molti parti.

In epoca greca era “bella” una ragazza riservata, il cui volto era ignoto, per sottolineare il ruolo sottomesso che aveva la donna a quei tempi. Nell’Ottocento le belle donne avevano il vitino da vespa, e l’ottenevano grazie a dei corsetti che rendevano difficile persino respirare. Se parliamo di bellezza nella società contemporanea verranno facilmente in mente le indossatrici, alte, slanciate, perfettamente truccate e acconciate.

Insomma, la bellezza non ha mai avuto una definizione univoca: cambia con il tempo, con le mode, con le esigenze che si creano di epoca in epoca.

Il benessere e la fuga dalle passioni

Il benessere, invece, che cos’è, per la società? La parola “benessere” ha tanti significati, ma possiamo infine ricollegarla con uno stato che coniughi la pace interiore, l’assenza di tensioni emotive, e uno stato fisico di buona salute. E, magari, anche qualche soldo per vivere un’esistenza agiata. Nel corso dei secoli il concetto di benessere non ha subito grandi modifiche, e già gli antichi romani avevano compreso una formula del benessere con la parola “otium”, che stava ad indicare una vita meditativa, tranquilla, lontana dal caos delle grandi città. Una delle opere più importanti della letteratura occidentale, l’Eneide di Virgilio, è nata proprio dal concetto di “otium”: quindi non “ozio” inteso come dolce far niente, anzi.

Una nuova concezione di bellezza

Oggi la società sta provando a conciliare il significato di bellezza e di benessere; spesso alcune tecniche per apparire più avvenenti sono pericolose per il nostro corpo: i tacchi alti, troppe ore spese in palestra, plastiche chirurgiche per modificare l’aspetto, trattamenti di bellezza estremi e dannosi, sono abitudini che vanno a discapito del corpo.

Si fa sempre più strada, grazie ai social network, l’idea che invece il benessere sia la bellezza: quindi niente gare all’eccessiva magrezza, niente crucci per somigliare alle modelle; accettare la propria fisicità, la propria bellezza e la propria individualità è la nuova chiave per sentirsi bene con sé stessi e con le altre persone. La società sta modificando i propri canoni e non è raro imbattersi in dichiarazioni di fotomodelle e attrici che dicono basta all’uso eccessivo di cosmesi, di Photoshop nei servizi fotografici, di corse alla famosa “taglia zero” che ha causato disagi a centinaia di modelle e migliaia di ragazze comuni che volevano emularle.

Si tratta di un percorso ancora lungo, ed è difficile prevedere come si muterà la società al riguardo.

Autore dell'articolo: Redazione

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