Rabeprazolo

Rabeprazolo: un inibitore della pompa protonica che agisce riducendo la secrezione di acidi prodotti dallo stomaco

Il Rabeprazolo è un farmaco che viene somministrato soprattutto in caso di reflusso gastroesofageo e contro la produzione di acidi in eccesso nello stomaco. Prescritto dal gastroenterologo in presenza di ulcera, gastrite cronica o di sindrome di Zollinger-Ellison, è utile anche per eradicare l’Helicobacter Pilory. Vediamo nei dettagli come viene assunto, quali sono i possibili effetti collaterali, le avvertenze e le eventuali controindicazioni durante il trattamento a base di Rabeprazolo.

A che cosa serve il Rabeprazolo

Il Rabeprazolo, di solito, viene prescritto da un medico specialista, il gastrenterologo, quando si verificano episodi di reflusso gastroesofageo. Il farmaco agisce fondamentalmente per alleviare i sintomi generati da questo tipo di disturbo. Il trattamento accelera la guarigione dell’esofago e contrasta un eventuale aggravarsi della patologia appena descritta. Inoltre, è utile assumere il Rabeprazolo contro i disturbi che sono caratterizzati da una produzione di acidi in eccesso da parte dello stomaco, come avviene in caso di ulcera o di comparsa della sindrome detta di Zollinger-Ellison.

In alcune circostanze il Rabeprazolo si può prendere associato ad altre tipologie di farmaci con il fine di eradicare l’Helicobacter Pilory, una sorta di batterio che può vivere all’interno dello stomaco umano per periodi di lunga durata senza causare danni evidenti. Circostanza che si verifica solo quando il paziente affetto da questa specifica patologia ha un organismo in equilibrio e un sistema immunitario particolarmente efficiente; in caso contrario ci si può imbattere con un alto numero di probabilità nel rischio di patologie come la gastrite cronica e l’ulcera peptica.

Modalità di assunzione del Rabeprazolo

Il Rabeprazolo è un farmaco che può essere assunto per via orale sotto forma di pillole a rilascio ritardato, le quali devono essere ingoiate intere aiutandosi con un bicchiere di acqua; questa tipologia di pillola non va masticata e non deve essere rotta per nessun motivo.

Ai pazienti che soffrono di ulcera, il Rabeprazolo va dato al mattino, dopo aver fatto colazione, non deve essere mai somministrato a stomaco vuoto. Se questo medicinale viene preso insieme ad altri farmaci per eradicare l’Helicobacter Pilory si assume due volte al giorno, a colazione e dopo cena, per un massimo di sette giorni, a eccezione di indicazione differente da parte del medico.

Quali sono gli eventuali effetti collaterali del Rabeprazolo

Questo tipo di farmaco può in alcuni pazienti aumentare il rischio di fratture, in particolare al polso, ma pure all’anca e alla colonna vertebrale: un pericolo che corrono soprattutto quelle persone che fanno delle cure a base di rabeprazolo dai dosaggi molto elevati e per periodi di tempo lunghi.

Altri effetti collaterali, invece, per i quali è indicato contattare immediatamente il medico o recarsi al pronto soccorso più vicini sono:

  • gonfiore agli occhi, del volto, della bocca, delle labbra, della lingua o della gola;
  • comparsa di febbre;
  • difficoltà a respirare o difficoltà a deglutire;
  • presenza di convulsioni;
  • forti capogiri;
  • presenza di battito cardiaco accelerato, irregolare o pesante;
  • grave diarrea con feci acquose;
  • forte mal di stomaco;
  • orticaria;
  • rash;
  • comparsa di vesciche o di escoriazione della pelle;
  • verificarsi di tremori incontrollabili;
  • stanchezza eccessiva;
  • spasmi muscolari;
  • sensazione di testa leggera.

Quali sono le avvertenze e le possibili controindicazioni provocate dall’uso del Rabeprazolo

Prima di cominciare la terapia a base di Rabeprazolo è importante informare il medico in caso di allergie al farmaco e ai suoi eccipienti, o a Dexlansoprazolo, Esomeprazolo, Lansoprazolo, Omeprazolo e Pantoprazolo.

Vanno comunicati anche tutti i farmaci di cui si sta facendo uso e gli integratori assunti. Non si devono escludere antibiotici, anticoagulanti, atazanavir, ciclosporina, digossina, diuretici, Ketoconazolo, integratori a base di ferro e metotressato.

Inoltre è consigliabile informare il medico se si soffre o si è sofferto in passato di bassi livelli ematici di magnesio o di malattie epatiche.

Via: www.inran.it

Autore dell'articolo: Redazione

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